L’ultimo abbraccio di mamma e papà per i quattro ragazzi morti a Genova: il riconoscimento nel capoluogo ligure.

Sono andati a Genova a riconoscere e riprendersi i loro ragazzi. Mamme, papà e fratelli, hanno messo il necessario in valigia e, tra la mattina e il pomeriggio del 15 agosto, sono partiti alla spicciolata: qualcuno in macchina, altri in treno. Il Comune di Torre del Greco, con il sindaco Giovanni Palomba, avrebbe voluto mettere a disposizione dei parenti di Giovanni Battiloro (29 anni), Gerardo Esposito (26 anni), Antonio Stanzione (29 anni) e Matteo Bertonati (26 anni), un piccolo pullman che li accompagnasse fino al luogo della tragedia. Tutti hanno preferito affrontare il viaggio del dolore e dell’angoscia, da soli. Troppo pesante, in questo momento, la condivisione di lacrime e disperazione. La speranza che per una notte intera li ha mantenuti uniti, si è sgretolata in pochi secondi, quando dal sindaco e dalla polizia è stata comunicata la notizia che nessuno avrebbe voluto ascoltare: Giovanni, Antonio, Gerardo e Matteo sono morti cadendo con la loro Golf grigia dal ponte Morandi, che si è sbriciolato in una nera giornata di pioggia torrenziale, alla vigilia di Ferragosto.

Antonio Stanzione

È toccato al sindaco Palomba e al vice questore Davide Della Cioppa presentarsi a casa e bussare alle porte dei parenti. La prima tappa è stata in via Cappella Bianchini, dove abitavano i cugini Antonio Stanzione, fabbro con la passione per la musica, e Gerardo Esposito, che da poco aveva iniziato a imbarcare come cassiere. Con Palomba e Della Cioppa anche don Peppino Sorrentino, il parroco del Sacro Cuore, che ha visto crescere i due ragazzi e ha portato il conforto cristiano ai genitori.

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Matteo Bertonati

Subito dopo, sindaco e vicequestore, accompagnati anche dall’assessore Pietro De Rosa, sono andati in via Enrico De Nicola, dove con la mamma Alina Donadio e i due fratelli Salvatore e Leri, viveva Matteo, figlio di Maurizio, morto qualche anno fa e molto conosciuto in città anche per la sua opera di volontariato con i giovani, contro ogni tipo di dipendenza. Matteo era il discendente di due famiglie molto note a Torre del Greco: i fiorai Bertonati e i corallari Donadio che hanno uno showroom a Ercolano.

Giovanni Battiloro

La mattina grigia e piovosa di questo triste Ferragosto, si è conclusa in via Sedivola, dove risiede la famiglia di Giovanni Battiloro, giornalista e videomaker, figlio di Roberto Battiloro che lavora alla sede Rai di Napoli. Il sindaco e il vicequestore, oltre al padre, hanno incontrato la sorella, Laura, e la mamma Carmela. Quest’ultima, quando ha saputo che Giovanni era morto precipitando con gli amici dal ponte Morandi, ha avuto un malore: è stato necessario chiedere l’intervento dei medici del 118 per farla riprendere. Ma la notizia dei quattro ragazzi rimasti coinvolti nel crollo ha stravolto anche la redazione del Tg3 della Rai di Napoli, con il direttore Antonello Perillo che ha fatto un lungo post di cordoglio per i giovani morti e per “l’adorato collega”. Stessa vicinanza espressa anche dal sindacato dell’Usigrai e dal presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, che in una nota ha espresso il dolore di tutta la categoria.

 

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