Il lutto per la morte dei ragazzi a Genova ha rinviato le celebrazioni per la festa del parroco santo. Don Giosuè: “Abbiamo atteso il trigesimo prima di iniziare”.

Sono pronto a perdonare aspetto le scuse. Intervista a don Giosuè Lombardo 115È ancora vivo, a Torre del Greco, il dolore per la morte di Antonio, Gerry, Giovanni e Matteo, i quattro giovani che hanno perso la vita nel crollo del ponte Morandi a Genova. Uno strazio diventato doppio dopo la tragedia che si è consumata sul Pollino, in Calabria, dove Imma Marrazzo, una giovane mamma, avvocato in carriera, che ha lasciato il marito e due figli, è stata travolta dall’esondazione improvvisa del torrente Raganello.

Lutti che hanno tramortito le famiglie e gli amici delle vittime, macchiando di sangue un’estate difficile da archiviare per tutta la città.

Anche per questo le celebrazioni religiose organizzate dalla Basilica Pontificia di Santa Croce per la canonizzazione del beato Vincenzo Romano, con sensibilità e garbo, sono state sospese e rinviate di quasi un mese: solo oggi, 15 settembre, giorno in cui le famiglie di Antonio Stanzione, Gerry Esposito, Giovanni Battiloro e Matteo Bertonati, celebrano la messa del trigesimo per ricordare e pregare per i loro ragazzi, è stato divulgato il programma degli eventi che inizieranno il 19 settembre, solennità di san Gennaro, patrono di Torre del Greco: il popolo, porterà in processione, lungo le strade del centro storico, il busto di san Gennaro e il beato Vincenzo Romano.

“Prima di rendere pubblico il programma”, spiega il parroco della Basilica Pontificia di Santa Croce, don Giosuè Lombardo “abbiamo atteso che venisse celebrato il trigesimo dei nostri giovani che hanno tragicamente dato la vita a Genova: ancora esprimo vicinanza con la preghiera e l’affetto, ai genitori ed ai famigliari”.

Intanto, a un mese esatto dalla canonizzazione che si terrà a Roma il 14 ottobre, cresce l’attesa dei pellegrini: “Con la pubblicazione del percorso che ci preparerà al pellegrinaggio del 14 ottobre a Roma e alle celebrazioni che seguiranno”, dice don Giosuè, “invito tutti i torresi a crescere nel fervore della fede viva come insegnava e praticava il parroco Santo. Sono certo che con tutte le parrocchie e col nostro Cardinale, con la Chiesa diocesana e con le diocesi della Campania, vivremo giorni di grazia che lasceranno una traccia profonda nel vivere ecclesiale e civile. A tutti Buon cammino nel solco del parroco Santo”.

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