Da Procida a Torre del Greco, il viaggio sulla “young boat” con i giovani di don Vincenzo Romano. (Video)

 

giovaniI giovani sono stati i veri protagonisti della festa che, venerdì 12 ottobre, ha riportato a casa san Vincenzo Romano. Il loro parroco, se lo sono andati a riprendere a Procida, a bordo della “young boat” che ha scortato la barca santa, suonando e cantando a squarciagola, come solo i figli sanno fare quando il loro papà resta lontano da casa per intere settimane.

Con la gioia incontenibile nel cuore e negli occhi, Toto, Pietro, Antonio, Anna e tanti altri, hanno animato la festa che ha coinvolto migliaia di persone devote a don Vincenzo. Hanno suonato per le strade di Procida intonando un’antica preghiera popolare dedicata alla Madonna delle Grazie, omaggiando così, i procidani che hanno riservato un’accoglienza speciale al sacerdote di Torre del Greco, rimasto sull’isola tre giorni.

Con preghiere di lode recitate sulle note dell’inno al Beato, la barca santa, accompagnata anche dalle forze dell’ordine, ha ripreso il largo dirigendo la prua verso casa pochi minuti dopo le tre del pomeriggio.

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E dopo Procida, anche Torre del Greco, radunata sulla banchina del molo di levante, ha indossato l’abito più bello, mostrando il volto della dolcezza e della devozione più profonda. Donne e uomini in lacrime davanti alla teca che custodisce le spoglie del parroco, raccontano l’attesa di un popolo che, da 187 anni, aspettava il sì della Chiesa: “Sì, è santo”. Una conferma a ciò che il cuore di migliaia di torresi, già sapeva. Come un’eco tramandata da padre in figlio, la santità di don Vincenzo è stata urlata e ripetuta dal suo popolo fin da quel 20 dicembre 1831, giorno della morte terrena. Fin dall’istante in cui il suo corpo senza vita è stato portato in processione lungo le strade principali della città, come si usava fare con i santi.

banchina

 

Ma il “sì” di conferma da parte della Chiesa è arrivato dopo 187 anni, al termine di un lungo processo suggellato dalle guarigioni, nel 1891, di Maria Carmela Restucci; nel 1940, di suor Maria Carmela Cozzolino e nel 1989, di Raimondo Formisano, il rivenditore di frutti di mare che abitava e lavorava in via Falanga, a pochi metri dalla Basilica Pontificia di Santa Croce e dalla casa di don Vincenzo Romano, in via Piscopia.

Un “Sì è Santo” che il popolo ripeterà urlando e la Chiesa rivelerà al mondo domenica 14 ottobre in piazza San Pietro a Roma.

 

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