Erasmus. Alla scuola Mazza-Colamarino l’Europa entra in classe. Studenti stranieri visitano Palazzo Baronale.

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Sono arrivati a Torre del Greco per imparare la lingua, ma anche per conoscere il territorio, le tradizioni, le bellezze paesaggistiche e le attività professionali che da sempre caratterizzano la città. In trentanove, tra adulti e bambini, sono stati accolti dalle famiglie degli alunni che partecipano al progetto “Reading without borders”, realizzato nell’ambito del programma Erasmus+, dall’istituto comprensivo Mazza Colamarino. E sono arrivati da sette Paesi: Portogallo, Irlanda, Grecia, Turchia, Romania, Bulgaria e Lettonia.

Giovedì 18 ottobre, dopo la visita ad un’azienda del corallo, accompagnati dagli insegnanti e dalla dirigente scolastica, Debora Minghelli, hanno bussato alla porta del sindaco, Giovanni Palomba, a Palazzo Baronale, dove sono stati accolti anche dall’assessore alla Cultura Anita Pizzo. Entrambi hanno presentato Torre del Greco ai piccoli ospiti, raccontando la storia del corallo, della marineria, dei fiori, dell’archeologia di Villa Sora e perfino della recente canonizzazione di San Vincenzo Romano.
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“Ho il piacere di accogliervi e dare a tutti il benvenuto nella nostra Casa Comunale”, dice il sindaco Palomba. Invito ciascuno di voi, per il tempo che avrà a disposizione, ad approfondire la conoscenza di questa realtà e della sua gente che da sempre ha fatto dell’ospitalità una virtù principale ed un sacro vincolo di rispetto”.
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“Questo scambio interculturale”, spiega l’assessore alla Cultura, Anita Pizzo, “favorisce l’identità sovranazionale in cui i valori portanti sono l’integrazione, l’accoglienza, l’inclusione culturale, la convivenza e la vita democratica. Si tratta di un’esperienza che cambia la vita di ciascuno e che fa sentire tutti parte di una famiglia globale. Il suo significato è tutto racchiuso in una frase di Sant’Agostino :”Il mondo è un libro.Chi non viaggia legge solo una pagina”.
“Progetti come questo”, aggiunge la dirigente Debora Minghelli, “hanno un’enorme valenza formativa: da una parte si promuove la lettura come strumento di conoscenza e consapevolezza, e dunque di libertà; dall’altra si dà alla comunità scolastica la possibilità di confrontarsi con altre culture, scoprendo elementi comuni e vivendo le differenze come arricchimento. Attraverso questi scambi si promuove la costruzione di una cultura europea fondata sul rispetto reciproco. È doveroso”, conclude la preside, “ringraziare sindaco e assessore per l’accoglienza, i docenti che hanno lavorato al progetto, le famiglie che hanno ospitato i ragazzi stranieri e quelle che hanno supportato le iniziative”.

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