Nasce “Oasi Vesuvio”, una speranza per le pinete devastate dagli incendi e per i giovani in cerca di occupazione.

fotofuoco10Da pericolo a risorsa. Le pinete vesuviane che oggi fanno paura per le frane e i danni provocati dagli incendi del 2017, molto presto potrebbero portare lavoro a decine di giovani costretti a emigrare per la mancanza di occupazione: ingegneri naturalistici, operatori boschivi, guide ambientali, istruttori di trekking, maestri di equitazione ma anche cuochi e camerieri. Una svolta che precede la messa in sicurezza del territorio e la bonifica delle aree devastate dal fuoco, dalle discariche abusive, dall’incuria, dalle leggi capestro che non favoriscono la costante manutenzione dei boschi e dunque la vitalità dei terreni. Ne sono convinti i proprietari delle pinete che, per contrastare la lentezza della burocrazia e progettare la riqualificazione e lo sviluppo turistico delle aree boschive vesuviane, hanno deciso di mettersi insieme e creare l’associazione fondiaria “Oasi Vesuvio”. Una realtà nata lo scorso 18 ottobre che già conta 30 soci, titolari complessivamente di 100 ettari di terreni che si estendono da Cappella Bianchini a via Pisani a Torre del Greco.Gerardo Borriello Herta Palomba

“L’obiettivo”, spiega il presidente Gerardo Borriello, “è quello di far rivivere le nostre zone e rivalutare un patrimonio che il mondo ci invidia, recuperando anche la memoria rurale di questi territori, le tradizioni e la cultura contadina. Subito dopo gli incendi del 2017, avremmo voluto iniziare la bonifica delle pinete per eliminare i pericoli di smottamento e di frane. Molti di noi hanno chiesto le necessarie autorizzazioni agli enti preposti per tagliare gli alberi morti che rischiano di crollare e diventare carbone ardente in caso di nuovi incendi”.

Ma le risposte, forse per disorganizzazione, per mancanza di competenza o semplicemente per lassismo, non sono arrivate. Così anche di fronte all’allarme lanciato dagli esperti sulla necessità di intervenire al più presto per scongiurare pericoli, tutto resta immobile.

“Adesso”, ribatte Maria Herta Palomba, vicepresidente di Oasi Vesuvio, “l’unione ci darà la forza necessaria per confrontarci con le istituzioni, per ricercare strumenti normativi, chiedere sovvenzioni, riqualificare i terreni e progettare lo sviluppo di un turismo eco-sostenibile. Ci muoviamo in sintonia con le leggi. E non a caso, al nostro fianco abbiamo periti capaci di assisterci e informarci sulle questioni agricole-forestali”.

oasi.PNGDopo la pulizia delle pinete, “Oasi Vesuvio” punta a realizzare già entro l’estate 2019 sentieri turistici, strutture ricettive e aree pic-nic.

“Iniziamo dalle piccole cose per cercare di realizzarne tante nel più breve tempo possibile”, conclude il presidente di Oasi Vesuvio, Gerardo Borriello. “Il nostro obiettivo è rendere fruibili i boschi, garantirne la sorveglianza e metterli a disposizione della collettività. Puntando su ambiente, cultura, storia e turismo, si creeranno nuove opportunità di lavoro per tutti: se solo pensiamo che nel 2017 son saliti sul cono del Vesuvio un milione di turisti, possiamo capire il potenziale economico che ha questo territorio”.

 

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