Disastro rifiuti: medicinali scaduti e ricariche di sigarette elettroniche negli Eco Punti trasformati in discarica.

59554c84-b13c-4d48-bbad-554876668aa1La spazzatura sembra tutta uguale. Specialmente quando ci sono buste nere a contenerla e cumuli alti diversi metri, sotto i quali può nascondersi qualunque veleno: medicinali scaduti, ricariche per sigarette elettroniche, materiale edile tossico, amianto, canne fumarie, bidoni con chissà quale dannato prodotto chimico. Nel miscuglio, gli sciacalli, camuffano ciò che mai vorremmo tenere in casa perché sappiamo che fa male alla salute. Nel miscuglio, finisce anche il nostro perbenismo: perché il disastro che si sta consumando in questi mesi a Torre del Greco, con i rifiuti che arrivano al primo piano dei palazzi, fa comodo ai muratori che lavorano a nero e ai proprietari che non versano la tassa per lo smaltimento; ai rigattieri che svuotano case e cantine evitando di pagare pedaggio alle discariche autorizzate; ai cittadini miopi che scrollano le spalle di fronte alle regole e che nel risparmio vedono la soluzione di tutti i mali.

Colpevoli. Siamo tutti colpevoli. Dal sindaco di oggi che non riesce a liberare le strade dalla spazzatura, al sindaco di ieri che ha ideato un sistema assurdo. Dai consiglieri della passata amministrazione a quelli di oggi. Maggioranza e opposizione. Cittadini qualunque e politici. Siamo colpevoli di lassismo, menefreghismo, ignoranza delle regole.

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Per documentare il disastro, ho fatto un giro tra quelli che il Comune definisce Eco Punti ma che in realtà non sono altro che discariche a cielo aperto che si trovano a due passi dalle scuole, dal mercato, dalle abitazioni. Oltre alle foto poco panoramiche, mi sono portata a casa la nausea. E non solo perché ho provato a scavare nella monnezza per cercare di capire cosa si nascondesse davvero sotto i cumuli, ma anche perché di fronte ai sacchetti schiacciati sui marciapiedi, c’è stato chi si è ribellato all’impiegato comunale che cercava di far rispettare l’obbligo di depositare i rifiuti dalle 17 alle 23. Una donna ha risposto: “Che faccio, mica me la posso riportare a casa?”. Un anziano ha urlato: “E tu chi sei per dirmi che cosa devo fare?”.

Ecco. Siamo colpevoli. Abbiamo le stesse colpe del sindaco, degli assessori e dei politici che noi accusiamo di fare niente.

Ma di spettacoli indecorosi ne ho visti tanti. Come documentano le foto, ho visitato gli Eco Punti del parcheggio Bottazzi; dell’Annunziata; di via Circumvallazione, di via Cavallerizza, via Scappi e via Tironi.

Dovunque ho registrato scempi: all’Annunziata non si può quasi più accedere.

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In via Circumvallazione la discarica confina con la scuola Nazario Sauro e il mercoledì e il venerdì c’è il mercato. Alle otto del mattino, la monnezza straripava mentre a pochi metri c’era chi sistemava i banchi con frutta, pesce e altri alimenti.

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In via Cavallerizza, ho visto mamme e bambini diretti alla scuola Domenico Morelli, camminare in mezzo alla strada, stretti tra l’immondizia e le macchine.

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In via Scappi, ho fotografato la cartolina più triste: la monnezza e sullo sfondo il Vesuvio.

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Alla quinta tappa, al sito di via Tironi, sono stata costretta a fermarmi perché mentre “scavavo” per documentare, ho iniziato a sentire i sintomi della nausea dovuta ai miasmi: tra i sacchetti neri che custodivano abiti dismessi e potature di alberi, c’erano bidoni con chissà che cosa e cumuli di corrispondenza con tanto di timbro, ancora imballata e mai recapitata ai destinatari. E intorno, tettoie, lavandini, tubi, divani e mobili sfasciati. Per arrivare fin qui, queste cose, qualcuno deve avercele portate: uomini, o sciacalli, consapevoli di rimanere impuniti, che hanno agito a volto scoperto e fregandosene del cartello che segnala la presenza delle telecamere per la videosorveglianza.

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