Divorzio annunciato tra lista Dai e Federazione del Fare. A meno di un mese dal matrimonio, arriva la separazione.

TVCITY 158“Diversità di vedute” sanciscono lo strappo tra il movimento Dai e la Federazione del Fare. Non è durata un mese l’alleanza tra i sei consiglieri di maggioranza Carmela Pomposo e Iolanda Mennella (del Gruppo Misto), Ciro Piccirillo e Simone Gramegna (La Svolta); Salvatore Gargiulo e Michele Langella (Dai).

Nel pomeriggio di mercoledì, infatti, Enrico Pensati e Gerardo Guida, coordinatori della lista rappresentata in giunta da Anna Pizzo, in accordo con i consiglieri Gargiulo e Langella, hanno preso le distanze dalla Federazione del Fare che, secondo le intenzioni dei promotori, voleva essere una forza a supporto dell’azione amministrativa. Ma, a quanto pare, così non è stato. Secondo indiscrezioni, la premessa di coesione e appoggio a Giovanni Palomba, sarebbe stata smentita da alcune posizioni divergenti. A sentire i diretti interessati, dietro la decisione ci sarebbe “solo” la volontà della lista Dai di proseguire in piena autonomia le scelte politiche e amministrative future. Una posizione ufficiale alla quale seguono bocche cucite e “no comment”.

Voci di corridoio, invece, assicurano che tra i sei alleati ci sarebbero profonde incomprensioni soprattutto su alcuni atti e strategie. Posizioni distanti sulla gestione rifiuti:  la Federazione del Fare si sarebbe spaccata sull’operato dell’assessore Pietro De Rosa, difeso da alcuni, attaccato da altri. Ma un litigio sarebbe avvenuto anche sull’approvazione di una delibera relativa all’ammodernamento del cimitero, di cui la lista Dai chiedeva un rinvio e maggiori approfondimenti. Alla fine, la delibera è stata approvata quando l’assessore di riferimento, Anna Pizzo, era assente.

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Ma alle “diversità di vedute”, si sarebbe aggiunta anche una riunione alla quale i referenti di Dai sarebbero stati prima invitati e poi esclusi. Un incontro, assicurano i bene informati, che si sarebbe tenuto per sollecitare un immediato rimpasto di giunta, alla faccia dell’accordo che prevede un cambio di guardia agli inizi del nuovo anno.

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