Presepe ambientato a Torre del Greco e dedicato a San Vincenzo Romano esposto alla Neuromed.

presepe4È ambientato a Torre del Greco ed è dedicato a san Vincenzo Romano il presepe che l’istituto neurologico Neuromed di Pozzilli, in provincia di Isernia, ha scelto di ospitare e sistemare nella hall di ingresso dell’edificio: una piccola carezza per pazienti che resteranno in reparto anche a Natale e per i loro familiari che avranno così la possibilità di respirare un po’ di clima natalizio anche in corsia.

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Il presepe che si sviluppa su di una superficie rettangolare di circa otto metri quadri, è stato realizzato da un torrese trapiantato a Venafro. Si tratta di Claudio Villano, 53 anni, residente ormai da venticinque anni nel centro molisano dove si è trasferito per motivi di lavoro: cresciuto all’ombra dell’oratorio di don Michele Sasso, ha ereditato la passione per l’arte presepiale dal papà e dallo zio che gli hanno insegnato i segreti di una tradizione che, a Torre del Greco, si tramanda di padre in figlio.

 

La particolarità del presepe esposto a Pozzilli che è animato da circa cinquanta pastori in terracotta vestiti con stoffe stile Settecento napoletano, sta proprio nell’ambientazione. L’artista, ha voluto riprodurre alcuni particolari tipici della città, inserendo tre elementi che la rappresentano: il campanile di Santa Croce parzialmente distrutto dell’eruzione del Vesuvio del 15 giugno del 1784; il corallo che in questo caso viene donato al re magio Gasparre e la visita, l’11 novembre del 1990, di papa Giovanni Paolo II nella casa dell’allora beato Vincenzo Romano.

Claudio Villano
Claudio Villano

“Nel presepe che ho realizzato quest’anno per Neuromed”, spiega Claudio Villano, “la natività sorge su quello che resta dell’attuale campanile della Basilica di Santa Croce, perché come il campanile rappresenta per i torresi la rinascita della città dopo l’eruzione, così la venuta di Gesù simboleggia per i Cristiani la rinascita dell’uomo nuovo. Ai piedi della scena centrale della natività c’è il re magio Baldassarre intento a porgere il suo dono al povero mendicante: un elemento che richiama la carità sociale di san Vincenzo Romano”.

Non si ritiene, Claudio Villano, un presepista ma, “un amante dell’emozione che il presepe trasmette a chi lo realizza e a chi lo osserva”. E aggiunge: “Mi piace coinvolgere nella realizzazione del presepe tutta la famiglia e gli amici che mi stanno accanto perché credo nella evangelizzazione di strada, proprio come hanno insegnato San Vincenzo Romano e don Michele Sasso. Il presepe va fatto insieme ai propri cari perché si rafforzano i legami familiari”.

La natività di Claudio Villano, resterà in esposizione all’istituto Neuromed fino al sei gennaio 2019.

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