Finisce in tribunale la lite sulla strada dedicata a Francesco Coscia. Denuncia penale per lo sfregio sulla targa.

f392e032-c056-4e91-9d8c-33aa8de252e4Doveva essere una festa, è diventata una rissa. Un braccio di ferro tra la Pro Loco che aveva proposto e ottenuto dal Comune di intestare viale dei Pini a Torre del Greco alla memoria dell’ex sindaco Francesco Coscia, e gli abitanti del quartiere che già all’indomani della cerimonia hanno iniziato a raccogliere firme per chiedere di cancellare il provvedimento adottato dall’amministrazione comunale “senza interpellare i cittadini” e ripristinare il vecchio nome. Una differenza di vedute che in questi giorni è finita in tribunale, sulla scrivania del procuratore di Torre Annunziata, che ha ricevuto una denuncia per il reato di danneggiamento previsto dall’ex articolo 33 del codice penale, firmata dal presidente della Pro Loco, Angelo di Ruocco, e dalla figlia di Francesco Coscia, Rosanna.

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Francesco Coscia

La bagarre tra le due parti, infatti, è degenerata in squallidi atti di teppismo messi a segno da sconosciuti contro la targa apposta il 24 novembre scorso dal sindaco Giovanni Palomba durante una cerimonia pubblica, alla presenza della moglie, dei figli e dei nipoti di Coscia. Già due giorni dopo, qualcuno aveva piegato l’intestazione che poi il Comune ha risistemato alla meno peggio. Ma poi, al danneggiamento del 26 novembre se n’è aggiunto un altro il 7 febbraio di quest’anno: mani ancora una volta ignote, hanno oscurato il nome con vernice nera. Uno sfregio intollerabile: la Pro Loco, chiedendo al Comune di dedicare una strada a Francesco Coscia, intendeva rendere omaggio alla memoria di un uomo che ha fatto la storia di Torre del Greco. Una bella iniziativa che si è trasformata in un grande dolore per la famiglia Coscia che nulla aveva chiesto ma che aveva accolto con gioia e riconoscenza la decisione dell’amministrazione comunale.

Gesti deprecabili e atti oltraggiosi sui quali hanno deciso di non soprassedere la Pro Loco e la famiglia di Francesco Coscia che, insieme, hanno firmato una denuncia-querela contro ignoti proprio per difendere la dignità dell’uomo che è stato tra i fondatori della Turris, nonché presidente della Banca di Credito Popolare e ancora prima combattente volontario durante la seconda guerra mondiale. Francesco Coscia, morto 18 anni fa, fu anche decorato con medaglia militare per aver partecipato ai combattimenti sul fronte greco-albanese durante i quali rimase gravemente ferito e mutilato di una gamba all’età di vent’anni.

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