Vandali prendono di mira la Basilica di Santa Croce e danneggiano la statua di san Gennaro. Spezzata la mano e il pastorale. L’urlo del parroco.

Statua San GennaroVandalizzata, nella notte tra mercoledì 21 e giovedì 22 agosto, la statua di San Gennaro che si trova sulla facciata esterna della Basilica Pontificia di Santa Croce a Torre del Greco, realizzata nel 1858 dallo scultore Antonio Calì. Uno scempio che è stato notato per primo dagli amministratori della pagina satirica Facebook Santini 2018 – Elezioni comunali Torre del Greco: il parroco don Giosuè Lombardo, in pellegrinaggio a Lourdes con i malati dell’Unitalsi, è stato informato dai suoi collaboratori e presenterà denuncia contro ignoti alla Sovrintendenza e alla Curia Arcivescovile di Napoli al suo rientro.

A spezzare il pastorale e la mano di san Gennaro, sarebbero state le pallonate dei ragazzi che di notte trasformano la piazza principale della città in un campo di calcio. Una situazione di degrado, più volte segnalata dal parroco e dai residenti della zona alle autorità competenti che a quanto pare non hanno mai offerto risposte e soluzioni concrete.

Sono pronto a perdonare aspetto le scuse. Intervista a don Giosuè Lombardo 115Lo dice senza mezzi termini don Giosuè Lombardo che dalla Francia punta l’indice e accusa: “Piazza Santa Croce versa in uno stato di totale abbandono: di notte diventa un campo di pallone. Grazie ai dissuasori che sono fuori uso da anni e che l’amministrazione comunale negligentemente non provvede a sistemare, motorini e macchine sfrecciano senza controllo. Negli ultimi mesi ho scritto almeno tre volte al sindaco, Giovanni Palomba, al quale ho denunciato queste cose: l’ultima volta è stato poche settimane fa, dopo il ritiro delle dimissioni”.

Un grido di disperazione che di fronte alla statua danneggiata, diventa rabbia: “Mi faccio anche portavoce”, aggiunge don Giosuè, “del disagio di tanti parrocchiani che vivono in zona e che sono costretti a subire gli schiamazzi di chi bivacca nella piazza, sotto il monumento di San Vincenzo Romano e sulle scale della Basilica, fino alle tre di notte, lasciando rifiuti sparsi dovunque. Di recente ho fatto ridipingere i vasi con gli alberi di ulivo: sono stato costretto anche a cancellare messaggi volgari. Non c’è più pace. La piazza è diventata terra di nessuno, tanto da sembrare una giungla. Le forze dell’ordine non fanno controlli e per noi è difficile intervenire e individuare questi giovani che arrivano da altre zone”.

 

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