Banda del buco entra dalle fogne e svaligia un laboratorio orafo a Torre del Greco. Fuochi d’artificio per coprire i rumori dello scasso.

viale degli incisori

Sarebbero entrati dalla fogne che attraversano via degli Incisori e per giorni potrebbero aver studiato il colpo che si è concluso la notte tra lunedì e martedì. Un lungo lavoro di perlustrazione al quale è seguita l’azione di scasso. Ma, a quanto pare, la banda del buco che ha svaligiato lo storico laboratorio di oreficeria della famiglia Mazza, che si trova in via Cesare Battisti, a Torre del Greco, non ha trascurato un solo particolare. Addirittura, oltre alla fiamma ossidrica e ad una serie di attrezzi da scasso, i malviventi per farsi strada fino al caveau, potrebbero avere utilizzato un esplosivo. Un particolare smentito dagli inquirenti che indagano. Tuttavia, gli abitanti del popoloso quartiere che si trova a ridosso del centro storico, riferiscono di essere stati svegliati, tra le due e le tre – orario in cui presumibilmente i ladri hanno fatto irruzione nell’edificio che di notte è disabitato – da una doppia batteria di fuochi d’artificio. Un’insolita esecuzione nei pressi di via Cupa Ospedale, che potrebbe essere stata organizzata per coprire il rumore dell’esplosivo e soprattutto per non insospettire gli uomini della vigilanza che presidiano costantemente la sede centrale della Banca di Credito Popolare che si trova a pochi metri dal laboratorio svaligiato.

laboratorio.PNGUna cosa è certa: i malviventi sono entrati nel palazzo della famiglia Mazza sfondando il pavimento e dopo avere disattivato tutti i sistemi di allarme, hanno avuto il tempo per fare razzia di corallo, gioielli e pietre preziose. A quanto pare, i titolari del laboratorio in partenza per Vicenza, avevano già selezionato la merce da esporre alla fiera che si tiene nel capoluogo veneto da 7 all’11 settembre. Un particolare che potrebbe aver favorito la banda del buco, consentendo ai malviventi di portare via un bottino che potrebbe superare di gran lunga i centomila euro. Ad accorgersi del furto, sono stati i titolari del laboratorio: la denuncia è stata presentata ai carabinieri martedì 5 settembre, alla riapertura degli uffici.

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